Nuova architettura italiana

22.00

A cura di Massimo Fagioli

Con saggi di Aimaro isola e Daniele Vitale

 

Pagine: 160. Formato 24,5×32,5 cm

Illustrazioni a col.

Data di pubblicazione: 2006

 

ISBN 978-88-88149-32-5

ISBN: 978-88-88149-32-5 Categorie: , Product ID: 2394

Descrizione

Progetti e contributi di ventitre architetti e gruppi di progettazione italiani di nuova generazione

 

Il volume documenta le diverse anime della progettualità architettonica più recente che pongano come centrale il rapporto tra continuità e rinnovamento in un dialogo tra ricerca individuale e lezione dei maestri in grado di re-interpretare la lezione dell’architettura italiana.

Vengono proposte le esperienze di nuovi architetti emergenti nel contesto italiano comprendendo sia le personalità già affermate e già oggetto di singole monografie, come Bruna & Mellano, Guicciardini & Magni, Bertolotto & Vacchelli, Martinelli Associati, sia le personalità emergenti e di più recente riconoscimento come Isotta Cortesi, Massimo Ferrari, Bricolo & Falsarella, Durbiano & Reinerio e altri.

 

«Se gli scritti autobiografici degli architetti sovente poco aggiungano a quanto si può vedere nelle immagini, o sovente le smentiscono, mi pare invece di leggere in tutti gli scritti qui raccolti, una tensione che più che spiegare il lavoro proposto, in qualche modo lo superi ed esprima una forza ed un’etica di lavoro. Da questi “nuovi architetti”, non a caso qui raccolti, non mi sembra nascano voci isolate, ma quasi imprevisto sembra emergere il colloquio, con interrogativi e risposte che investono non soltanto questo o quel progetto, ma anche il lavoro che, piccolo o grande, diventa motivo di riflessione».

Aimaro Isola

 

«S’è molto discusso in questi anni di un’identità dell’architettura italiana, dei suoi presupposti, di un suo probabile smarrimento, di un filo che si sarebbe perduto. Noi non possiamo sapere ciò che accadrà. Non possiamo sapere se l’architettura italiana uscirà dalle sue sofferenze e dalle sue difficoltà. Né se riuscirà a ribaltare la sua condizione di margine per usarla come occasione e come punto di forza. Ma sappiamo che non vi sarà rinascita per vie interne, senza il risorgere di una passione civile».

Daniele Vitale