Paesaggi piemontesi

40.00

Gabetti & isola + Isolarchitetti

A cura di Cesare Piva

Con scritti di Werner Oechslin, Diane Lewis, Daniele Vitale

 

Edizione bilingue italiano-Inglese

Biella 2008 – New York 2009

 

Pagine: 256. Formato 24×24 cm

Illustrazioni a col.

Data di pubblicazione: 2008

 

ISBN 978-88-88149-50-9

Descrizione

Catalogo della mostra: Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, Biella

25 maggio – 6 luglio 2008

 

Architettura e paesaggio sono i temi della mostra che muove da Biella e approda a New York.

L’idea è di rappresentare una specificità che ha preso corpo in un territorio unico, il Piemonte. A Cittadellarte-Fondazione Michelangelo Pistoletto si mettono in mostra alcuni frammenti di architettura e di paesaggio, d’arte e di tecnica che oscillano tra la necessità di radicarsi e il desiderio di sradicarsi nel e dall’ambiente circostante. Si tratta di frammenti che non esprimono il “regionalismo di provincia”, né la tendenza universale che vuole enfatizzare lo smarrimento delle identità locali e amplificarne l’omologazione. Sono parti di un tutto, semmai, che vogliono comunicare che per essere cittadini del mondo è necessario “conoscere bene la porta di casa propria”. La mostra veicola architetture d’autore, quelle di Gabetti & Isola + Isolarchitetti e architetture “minori”, quelle di una nuova generazione di progettisti, una sorta di affresco, un puzzle che tiene insieme brandelli di paesaggi differenti.

Gabetti & Isola era una firma che è sempre stata considerata anomala rispetto alle mode e agli slogans ricorrenti del tempo, fuori dalle retoriche dello stile internazionale e a disagio se accostati linearmente al neo-liberty. Roberto Gabetti (1925-2000) e Aimaro Isola (1928), hanno re-inventato nuove forme di modernità, tessendo colloqui critici con lembi di paesaggio, dalle opere di Alessandro Antonelli e di Giovanni Battista Schellino ai collages di Carol Rama, dagli scritti di Italo Cremona alle frivolezze di Carlo Mollino e di Elio Luzi. Due architetti che praticavano il mestiere intrecciando conoscenze delle prassi con le idee appartenenti a mondi più vasti. Il loro mondo architettonico, allora, si manifesta ai nostri occhi privo di nostalgia, con un valore universale, perché in grado di tenere insieme concetti opposti. Tra i loro capolavori vanno segnalati la Bottega d’Erasmo a Torino (1953-1956) che si integra nel paesaggio torinese, la Residenziale Ovest a Ivrea (1968-1971) che instaura un dialogo unico con il landscape, il Palazzo di Giustizia di Alba (1981-1987) che rappresenta l’impiego sapiente dei materiali e l’uso originale delle forme. Aimaro e Saverio Isola con i giovani progettisti dello studio Isolarchitetti, dopo la scomparsa di Gabetti continuano a lavorare guardando ostinatamente in avanti, dialogando criticamente con il suo passato. Tra le loro opere deve essere ricordato il Nuovo centro direzionale IBM a Segrate, (2001-2004), il Palazzo di giustizia di Bergamo, il nuovo Torino design Center, il premiato progetto di Parco Ottavi a Reggio Emilia.